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luglio - 8 agosto Montevecchio (Guspini) Sardegna
Arresojas,
la Biennale del coltello sardo, promossa dalla Proloco
e dal Comune di Guspini, é giunta alla sua 7^ edizione.
Anno dopo anno si é arricchita di nuove proposte si é aperta
a nuovi interlocutori ricercando affinità con altre culture
in cui il coltello abbia avuto qualcosa da raccontare.
La storia di un popolo può essere declinata in modi diversi:
narrando le gesta dei suoi eroi o le odi dei suoi poeti, ma
anche, più modestamente, ripercorrendo la storia del suo lavoro
e degli utensili che gli uomini hanno saputo creare per migliorare
la propria esistenza. Il coltello in Sardegna ha origini antiche
e legate a quel suo sottosuolo così ricco di metalli e alla
natura della sua economia pastorale e agricola. Gli artigiani
sardi hanno raccontato l'evoluzione del loro mondo e lo hanno
espresso utilizzando gli strumenti forniti dalla natura: asfodeli,
lane, sugheri e metalli.
Con questi strumenti hanno creato splendidi costumi, magnifici
gioielli e lame per ogni occasione di lavoro. Fino a poco
tempo fa la produzione dei coltelli era ferma al lavoro di
pochi artigiani eccellenti e rivolta soprattutto al mercato
interno, ma oggi finalmente si respira un aria nuova.
In questi ultimi anni gli artigiani coltellinai rinnovano
la loro attività modificando tecniche e produzioni e, sempre
più numerosi, sono presenti alle mostre più significative
italiane ed estere dove riscuotono successo e riconoscimenti.
Nel coltello sardo, prodotto con passione, da mani artigiane,
c'è iscritta la storia millenaria di un isola, una storia
di greggi, ulivi e di miniere, di un mondo insomma in cui
il coltello ha recitato una parte preziosa e insostituibile.
Promossa per la prima volta nel 1994 dal Comune di Guspini
e dalla Pro Loco di Guspini, allo scopo di riscoprire e promuovere
un patrimonio che rischiava di scomparire, quello legato alla
cultura e alla storia delle lame sarde, la mostra Arresojas
è diventata oggi un appuntamento atteso e importante per la
cultura e l'economia dell'isola.
Suo obiettivo culturale è quello di raccontare l'antichissimo
percorso storico delle lame sarde, dal neolitico antico alla
dominazione punica e romana, dal medioevo alla rivoluzione
industriale, proponendo interessanti parallelismi con culture
vicine (Francia,
Germania, Inghilterra e alcune regioni italiane) o lontane
(Giappone, Africa).
La settima edizione di Arresojas è ospitata nel palazzo
della Direzione delle Miniere di Montevecchio. L'antica
miniera, conosciuta sin dai tempi della civiltà nuragica e
oggi definita dall'Unesco patrimonio dell'Umanità, ha iniziato
il suo processo di riconversione. Gli splendidi pozzi minerari,
la chiesa, il villaggio dei minatori, si accingono a ritrovare
l'aspetto di un tempo, quando la miniera di piombo e zinco
era considerata la più bella e importante d'Europa. Lo scenario
naturale è rimasto immutato: boschi e montagne popolate da
cervi e da poiane, spiagge incontaminate che vantano le dune
più alte d'Europa, un incredibile giardino botanico naturale;
tutto è perfetto per accogliere un viaggiatore in cerca di
vacanze diverse, fuori dalle regole dell'effimero. La mostra
si estende su tre edifici e si snoda sulla sequenza di numerosi
argomenti che illustrano le varie particolarità del mondo
del coltello.
L'edizione di quest'anno assumerà particolare rilievo per
la collaborazione con la Corsica. Arresojas
2004 si gemellerà con la più importante manifestazione di
coltelleria in Corsica: "Journées internationales du couteau
d'art et de collection - lames et metaux du monde".
Una rappresentanza di questa regione sarà presente con i suoi
caratteristici coltelli alla mostra Arresojas 2004.
La manifestazione conterrà inoltre una importante mostra collaterale
: " Sa leppa, la lama dei sardi" dedicata al caratteristico
spadino, strumento inseparabile degli uomini in Sardegna fino
all'Ottocento. Saranno esposte leppe di importanti collezioni
tra cui quelle di alcuni banditi dell'800 come quella del
famoso bandito Giovanni Corbeddu Salis (1844-1898)

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